venerdì 31 agosto 2007

Caro scuola

Anche quest'anno in corrispondenza con l'inizio della scuola è esplosa la notizia dell'aumento dei costi. La faccenda incomincia a diventare rituale: se ne parla dopo gli ingorghi del rientro ferragostano e pima della manovra finanziaria e dell'autunno caldo.
La maggior parte della spesa riguarda i libri di testo: enormi affari ruotano attorno all'editoria scolastica. Il modello attuale di produzione dei testi scolastici ha senz'altro il merito di finanziare la produzione di libri, opera altamente meritoria, e di finanziare un gran numero di lavoratori e quindi provvedere al sostentamento di altrettante di famiglie...
Ma sorge un dubbio: per caso questo metodo non risulta ormai sorpassato?
Grazie alle nuove tecnologie è possibile auto-produrre materiali didattici di qualità paragonabile, almeno in certi casi, ai libri di testo.
Perché questo non avviene? Mi vengono in mente due motivi:
  • I grandi interessi economici che spingono verso il mantenimento della situazione attuale;
  • La demotivazione degli insegnanti sempre meno capaci di essere attivi e produttivi.
L'auto-produzione di materiali didattici produrrebbe senz'altro grandi vantaggi per l'attività didattica:
  • Flessibilità dei materiali;
  • Adattabilità degli strumenti alle diverse situazioni;
  • Aggiornabilità continua;
  • Risparmio economico.
Ma per poter usare materiali auto-prodotti, serve un cambiamento di mentalità: da utilizzatori passivi a produttori. E un cambiamento di organizzazione: non può funzionare il modello dell'autore singolo, servono opere collaborative dove ognuno fa una parte che può essere:
  • Scrivere la trattazione di un argomento;
  • Scrivere esercizi o questionari di verifica;
  • Segnalare errori, carenze, miglioramenti;
  • Usare il materiale nella propria attività.
È chiaro che una tale organizzazione è possibile solo all'interno di un modello simile a quello in cui si sviluppa il software libero quindi con l'uso di licenze che permettano l'uso, la modifica, la copia e la distribuzione delle opere originali o modificate.

Per parte mia sto lavorando ad un testo per il laboratorio di informatica con:
  • OpenOffice.org,
  • Il linguaggio di programmazione Python,
  • Alcune librerie di Python per la geometria della tartaruga, cartesiana e interattiva.
Se ogni insegnante mettesse in un calderone comune e ben organizzato, il proprio lavoro, forse le case editrici sarebbero spinte a fare qualcosa di più interessante che cambiare titoli e versioni degli stessi testi ogni 3 anni.

A proposito del mio libro è meglio che mi rimetta a correggere le bozze invece di continuare a scrivere tra me e me.

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1 commento:

Ubi ha detto...

per la scuola media medito una alternativa e un print on demand con i materiali che autoproduco e pubblico su web (www.pernigo.com) - inizierò con quest'anno con gli esercizi consigliati per l'estate e poi vedremo ma servirebbero proprio + mani collaborative